Alessandro Baricco – Speranza
Sono qui perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita.
Sono qui perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita.
Lo sai come si fa a riconoscere se qualcuno ti ama? Ti ama veramente, dico?…
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde.
La speranza è quell’arma che, consegnata nelle mani del condannato, gli fa credere che fino all’ultimo secondo possa esserci qualcosa che possa cambiarne la sorte; consentendogli, di salire tranquillo i gradini del patibolo.
Perché c’era qualcosa, tra quei due, qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile. Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano, e com’erano. Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti. E ci si poteva chiedere perché per anni e anni. L’unica cosa che spesso risultava evidente, anzi quasi sempre, e forse per sempre, l’unica cosa era che in quel che facevano e in quello che dicevano e in quello che erano c’era qualcosa – per così dire – di bello.Non ci si capiva quasi niente, ma almeno quello lo si capiva.
La speranza! L’unica che permette di guardare al futuro con una Luce diversa.
Lo speranzicidio di primo grado è il reato morale più atroce, di chi premeditatamente uccide la fiducia nel futuro, sotterrando illusioni sotto metri di cemento.