Basilio Antoci – Speranza
Per apparire piacevole e alla moda ho smesso di pensare e ho perso le parole. Ho dimenticato l’eloquenza e mi ritrovo un vuoto che solo lo studio, l’umiltà e la cultura potranno colmare.
Per apparire piacevole e alla moda ho smesso di pensare e ho perso le parole. Ho dimenticato l’eloquenza e mi ritrovo un vuoto che solo lo studio, l’umiltà e la cultura potranno colmare.
Quello che ho nel cuore lo chiamo speranza, speranza per un domani migliore, speranza per affrontare la vita. Ma lo chiamo anche amore, amore per chi mi ama e mi accetta per quello che sono.
L’amicizia tra un uomo e una donna non può mai esistere quando, almeno uno tra i due, è interessato all’amore.
Lo speranzicidio di primo grado è il reato morale più atroce, di chi premeditatamente uccide la fiducia nel futuro, sotterrando illusioni sotto metri di cemento.
Parlare di “matrimonio gay” in riferimento al Diritto Naturale suona come una forzatura, quasi bigotta, poiché motivata semplicemente da una tradizione linguistica – e sociale – che non è in questo caso sorretta dalla conoscenza dei presupposti del “matrimonio”. Ciò non significa che sia (o che debba essere) vietata l’unione omosessuale, ma che la definizione “matrimonio” le calzi stretta.
Cos’è la speranza se non un campo arido in cui, guardando oltre, vedremo spuntare germogli e nel tempo piante che daranno i loro frutti.
Che tristezza che la popolarità spetti soltanto agli stupidi. Quanta gente si rende ridicola in cam, nella speranza di diventare famosa: di essere un fenomeno virale. Per questa via si finisce direttamente in quella inettitudine dal cui baratro i Vati Poeti del passato ci hanno già messo in guardia con la loro opera.