Michelangelo Da Pisa – Speranza
Ho messo in quarantena le mie speranze in attesa di guarire dalle mie paure.
Ho messo in quarantena le mie speranze in attesa di guarire dalle mie paure.
In tutta onestà trovo molto meno sensuale “ha dopo”, “se dovrei”, “un’altro”, che le donne nei loro pigiamoni in pile.
“Sperare” vuol dire continuare ostinatamente a farsi del male.
In spiaggia arrivo sempre tardi, verso le diciotto, diciannove. Mi sdraio e vedo la gente andar via, in lontananza bambini che giocano, la risacca color arancio, lo strofinare dei ciottoli sulla battigia in perfetta armonia con il canto delle cicale, gli ombrelloni chiusi, il sole in pensiero per il mio ritardo di cinque minuti. Tranquillo, anche oggi facciamo il bagno assieme, separati dall’orizzonte, stravolti d’incanto.
Alla fine impari anche tu a non trovare più il tempo per chi dice di non avere tempo.
Chi ha corso, sudato, creduto, ma non ce l’ha fatta è un non vincitore. Perdente è colui che non si è nemmeno presentato ai blocchi di partenza.
Un fragile dolore unisce gli animi più di quanto possa fare una travolgente gioia.