Emanuele Bellotta – Sport
C’è qualcosa sul Basket che probabilmente non puòessere tradotto in paroleed è una cosa chesarà sempre presente,Alcuni potrebbero dire che è Amore,ed è probabilmente l’unica parolache può esprimere ciò!
C’è qualcosa sul Basket che probabilmente non puòessere tradotto in paroleed è una cosa chesarà sempre presente,Alcuni potrebbero dire che è Amore,ed è probabilmente l’unica parolache può esprimere ciò!
Un giocatore con due occhi deve controllare il pallone e con due il giocatore avversario.
Giocare a calcio per me significa felicità.
Se stessi a un matrimonio con un vestito bianco e piombasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci.
Quando Dio vuole palla entra in rete.
Larry Bird lanciava semplicemente la palla in aria, dopodiché ci pensava Dio a spostare il canestro sotto per farla entrare.
La qualità principale necessaria ai nuotatori – mi disse ancora Rose – è quella di “sentire l’acqua”. Essi dovrebbero usare braccia e gambe come i pesci le pinne, e saper avvertire la pressione dell’acqua sulle mani per mantenerla nel palmo durante la bracciata, senza lasciarla scivolar via tra le dita. Rose credeva che potessero avere successo solo quelli che, come i rabdomanti, avevano un’affinità naturale con l’acqua. Talvolta poteva diventare un’ossessione, come nel caso di Rick de Mont, che con il suo stile perfetto vinse una medaglia d’oro nel 1972… Ora vive a Tucson, ai margini del deserto dell’Arizona, e si dedica alla “ricerca spirituale dell’acqua”. Come un veggente, riesce a percepire dove è probabile che nel deserto, dopo una pioggia, scaturisca improvvisamente un ruscello, e registra la sua momentanea presenza con degli acquerelli. Grandi quadri a olio, ispirati dai suoi sogni, rivelano indistinte figure di pesci preistorici che nuotano nei fiumi della giungla. De Mont ama il suono dell’acqua, ama sentirsela sulle mani e sulle gambe e, come i sogni, essa lo “costringe” a esprimersi.