Edvania Paes – Stati d’Animo
Non riesco ad avere un rapporto ravvicinato neanche con me stessa. Figuriamoci, con gli altri, a distanza.
Non riesco ad avere un rapporto ravvicinato neanche con me stessa. Figuriamoci, con gli altri, a distanza.
Ignari del destino navighiamo su acque torbide, sballottati nel vasto mare dell’inquietudine cerchiamo riparo dalle avversità, le avversità somigliano a scogli nascosti, tentano di minare la nostra navigazione! Ognuno di noi è padrone del suo timone, spesso però correnti modificano le nostre rotte e noi già timorosi del nostro cammino precipitiamo nel buio più assoluto! Perché la vita in realtà è come quella sottile linea che l’occhio vede al di là del mare, oltre il visibile noi non percepiamo il possibile!
Si può vietare ad una donna di sfiorare in piccolo istante la vera essenza dell’amore?
So di aceto e limone, pungente sulla lingua, brucio sulla pelle. Aspra! Chi non sa diluirmi con la vaniglia dice di me che sono acre. Io mi preoccupo di non essere amara, nonostante i fumi delle pozioni tossiche inalate. Ricordo flebo di veleni somministrarti endovena, sottocute che creavano strati di rancore tra il cuoio e le arterie. E sono scappata nella notte, alzata da quel letto di droghe e soporiferi letali, rintanata come animale impaurito negli antri di boschi solitari e nebbiosi, tra le belve sanguinarie, aspettando l’alba sotto alberi spogli e durante piogge incessanti. Grondante e trafelata. La mia forza mi ha portata a bordo strada, non voglio passaggi da nessuno io, ma camminare sull’asfalto è assai diverso che camminare tra roghi e sterpaglie.
Dedico una rosa, con petali ancor stretti, dentro il colore che sente il cuore bianco se è vergine di un sogno, rosa se è sposa di albe di speranza, azzurro se è riflesso di un volto sospirato in un’onda di mare, rossa se è accesa dal lume dell’amore. Dedico una rosa che profumi di ogni sentimento, forte e intenso anche nei richiami di dolce amicizia.
La mia coscienza è scudo contro le tue malvagità, esse rimbalzano e tornano al destinatario.
Quando sono solo ho nostalgia di voi e quando siamo assieme siete di troppo.