Lella Mei – Stati d’Animo
Alea iacta est (il dado è tratto), ma ho ancora una partita da giocare.
Alea iacta est (il dado è tratto), ma ho ancora una partita da giocare.
Aprire la finestra sull’immensità del mare è come sentire la tua anima che si veste d’infinito!
Sii felice quando doni il tuo amore e comprendi che non è ripagato, la persona non è degna del tuo amore, accetta quella situazione come uno sbocco per combaciare la tua anima all’anima che ti sappia ricambiare lo stesso amore!
A volte credere a qualcuno che parla in un certo modo ci affascina ma, se siamo un po’ ingenui, ci crediamo. A volte, invece, incontriamo nella nostra vita persone opportuniste, che godono della nostra bontà. E con il passare del tempo, quando capisci di esserti fidata di persone sbagliate, ti accorgi di come sarebbe stato meglio non averle mai conosciute.
Hai mai pensato al significato delle parole? Al dirsi “ti voglio bene”, per esempio. È uno tra i pensieri più delicati che possiamo regalare. Perché quando dico – ti voglio bene – lo faccio per informarti che desidero proprio il tuo di bene. Non il mio. Desidero che tu sia felice. Indipendentemente da tutto il resto. Indipendentemente da me. Ogni “ti voglio bene” non va sprecato, gridato, abbreviato. Perché sono fatti per essere sussurrati all’orecchio. Come i segreti dei bambini. Sono come una scatola magica, il baule dei giocattoli o dei vestiti vecchi. Sorprendono sempre. Se inaspettati, sconvolgono. Come gli acquazzoni d’estate. E hanno il gusto dei cioccolatini. Addolciscono la giornata, l’anima, il cuore. Come le zollette di zucchero nel caffè del mattino.
Vorrei morire cieco per non vedere la gioia di chi mi odia e la tristezza di chi mi ama.
Ho scelto di amare invece di odiare. Ho scelto di sorridere invece di piangere. Ho scelto “essere invece di apparire”! Ho scelto sempre la via più tortuosa, in salita, cosicché io possa comprendere con il sacrificio e lo sforzo il valore della vita. Ho scelto non sempre la cosa giusta, ma quando ho scelto l’ho fatto sempre con il cuore, per non ferire nessuno. Ho scelto di non avere gli occhi bassi, tristi, persi, ma ho scelto di guardare in alto dritto negli occhi della vita. Ho scelto di guardare avanti e vivere oggi quello che mi sono persa nel passato.