Michela Strega – Stati d’Animo
Sono stanca di dare. Dare consigli, dare attenzione, dare perdono, dare amore, dare tempo: ora voglio avere quello che mi spetta, perché lo merito.
Sono stanca di dare. Dare consigli, dare attenzione, dare perdono, dare amore, dare tempo: ora voglio avere quello che mi spetta, perché lo merito.
Il primo vento autunnale si porta via le foglie dagli alberi lasciandoli spogli così come i miei ricordi di un’estate appena terminata.
Sono fiero di me perché non ho mai amato per gioco, ne illuso per convenienza. Sono fiero di me perché non ho molto ma ho me stesso e so di valere e tanto. Sono fiero di me, perché quando dico “Ti dono me stesso” non accetto mai che mi si dica: “Non mi basta”!
Non tutto quello che il cuore sente l’occhio vede. La sensibilità è questa: un sentire visto da pochi.
Ovunque ti giri trovi persone insoddisfatte, della vita, dei rispettivi partner, dei figli, dei genitori, degli amici, del lavoro, della casa, auto, cellulare, computer, tv, eccetera. Sommando tutte queste cose in teoria si possiede un patrimonio. Allora da dove proviene tutta questa insoddisfazione?
Chiudi gli occhi. Ogni voce, ogni pensiero prende spazio nella mente. Tutto sembra così vero e così intuile. Le parole pulsano, scalpitano, cercano di uscire dalla bocca. E invece sono le lacrime a scendere sul volto e con il sapore di salato coprono la secchezza delle labbra asciutte. In tutto questo Il cuore tace. Tace perché sa che non verrà ascoltato. Tace perché sa che ogni sua parola potrebbe essere stupida. Tace perché nessuno gli ha insegnato a parlare. E non resta altro che reprimere i pensieri e aprire gli occhi.
“Col cavolo!” Mugghiò Amycus “Non dopo che la prende il signore oscuro! L’ha chiamato, ho sentito il marchio che bruciava, lui pensa che ci abbiamo Potter!””‘Ci abbiamo Potter?” Ripetè la professoressa McGranitt in tono aspro “Come sarebbe, ‘Ci abbiamo Potter’?””Ha detto che forse Potter cercava di entrare nella Torre di Corvonero e di chiamarlo se lo prendevamo.””Perché Harry Potter dovrebbe entrare nella Torre di Corvonero? Potter appartiene alla mia casa!” Sotto l’incredulità e la rabbia, Harry udì una piccola nota di orgoglio nella voce della professoressa e l’affetto per Minerva McGranitt zampillò dentro di lui.