Susan Randall – Stati d’Animo
Nei suoi occhi v’era il dolore, nei suoi occhi l’anima, nei suoi occhi l’amore, nei suoi occhi l’universo.
Nei suoi occhi v’era il dolore, nei suoi occhi l’anima, nei suoi occhi l’amore, nei suoi occhi l’universo.
A cosa serve parlare, rimuginare su quel che è accaduto, in fondo tutto accade per una ragione!
Odio le descrizioni. Non potrò mai spiegare in un paio di righe come sono fatta, non potrei farlo nemmeno in un milione di pagine. Le persone vanno conosciute non descritte, ed io ancora non mi conosco abbastanza. Perdo e acquisto ogni giorno qualcosa. Posso dirvi che sono preda di idee ossessionanti, piena di fogli scritti e poi nascosti, di cianfrusaglie che io chiamo ricordi, ho vestiti e libri in cui non mi rivedo più, sono appesantita da responsabilità che non vorrei. Cerco me stessa da qualche parte: nei cassetti, nelle fotografie, nei libri, in qualche corpo, nei sorrisi, sui denti, negli occhi, sulle mani. Da qualche parte si dovrà essere cacciata la mia anima, quella che se ne è andata e che non trovo più.
Ho dimenticato come tutte le cose che si dimenticano per sfinimento e da quel momento ho compreso quanta vita ho perso nel ritrovarmi.
Nella vita per quanto pensiamo di non lasciare mai nulla al caso avremmo tanti rimpianti quanti rimorsi. Potremmo decidere per cosa soffrire giorno dopo giorno. Non siamo perfetti e se uno ci accompagna durante il giorno, l’altro c’aspetta tra le lenzuola la notte.
Ho tutto, tutto quello che ho sempre desiderato, e ora è difficile conviverci!
Ho sempre preso i difetti degli altri come motivo per migliorare. Ho accolto le critiche e accettato che ci sarà sempre qualcuno capace di arrivare più in alto di me. Tutto questo non mi ha mai fatta sentire “Inferiore” anzi. Mi ha fatto capire che dalle persone migliori posso imparare e dalle peggiori posso solo guardarle e sentirmi fortunata/o per non essere come loro.