Mariagrazia Spadaro – Stati d’Animo
A luci basse non vedi ciò che è in chiaro.
A luci basse non vedi ciò che è in chiaro.
Ho sempre avuto una sorta di religioso rispetto per l’insonnia, credo che chi voglia razionare il sonno, abbia un profondo rispetto per la vita, e avvalori i sensi dell’essere sobrio.
Così va il mondo.Crocifiggono Gesù, sparano una revolverata a Ghandi, decapitano Thomas More, avvelenano Socrate. La società ha scarsa considerazione per l’onestà, la bontà, i buoni sentimenti.Potremmo dire che “così va il mondo”. Siamo più esattamente al cospetto di un fenomeno che ha ispirato grandi capolavori della letteratura, dalla Repubblica di Platone all’Idiota di Dostoevkij. Sembra quasi di assistere ad un gioco.E indubbio che noi non viviamo in un mondo popolato di uomini capaci di amare. È decisamente più facile che ci si imbatta nell’egoismo, nell’invidia, nella crudeltà, nell’inganno, nell? Intrigo, nel parassitismo. Questo perché la nostra società è stata creata da uomini tutt’altro che perfetti. Per far fronte a tutto ciò e continuare a vivere ugualmente nell’amore a credere nell’amore, dobbiamo essere straordinariamente forti.L’amore ci impone di essere forti.
Non sono pronta a sottostare a tutto per amore. Non sono pronta a tacere pur di non litigare. Non sono pronta a fingere di essere ciò che chi amo vorrebbe fossi, pur di restargli a fianco. Non sono pronta a perdere me stessa e ciò che sono per chi amo. E credo che non lo sarò mai.
Ho avuto tutto ciò che non volevo e ho perso tutto ciò che ho sempre desiderato avere.
Oggi in giardino c’è festa, cinguettano gli uccellini, volano qua e là, senza una direzione. Si rincorrono, salgono e poi scendono, allegri chiacchiericci come tumultuosa scolaresca il primo giorno di scuola. Quante cose dell’inverno avranno da raccontarsi, chissà. I primi germogli dei narcisi, i fiori bianchi e rosa del pesco, i primi getti del giglio, fiori selvatici spontanei sconosciuti che timidamente si affacciano miracolo della natura finora sonnecchiante e assente. Poi boom, un esplodere a “nuova vita”. Ammirata penso. Ecco, forse accade così anche agli esseri umani quando, per la troppa sofferenza, subiscono una sorta di trauma. Inconsapevolmente forse si appartano, si chiudono, entrano in un mondo tutto loro fatto di silenzi e di ricordi che pungono. Si sentono abbattuti, quasi sconfitti e restano lì, inermi con l’inverno nel cuore, cadono in un simbolico letargo, esattamente come in inverno la natura: vivi sì, ma dormienti in attesa di qualcosa, di un pungolo, della primavera forse, la primavera come sorta di rinnovamento, di nuova vita, di risveglio, di rinascita, la primavera come stagione di nuovi colori nuovi profumi nuovi sproni. La tanto attesa primavera nel cuore.
Solo chi ha visto l’emozione nei tuoi occhi al primo incontro, solo chi è rimasto senza parole la prima volta che ascoltiamo la “nostra” canzone, solo chi ha avuto gli occhi pieni di lacrime guardandoti e sapere che domani non sarai qui, potrà giudicare l’intensità di queste mie parole.