Antonio Cuomo – Stati d’Animo
Mi piaceva quel poco che rendeva grande il niente.
Mi piaceva quel poco che rendeva grande il niente.
Di giorno, quando sono sveglio, i miei occhi vedono; di notte, barricati nelle palpebre, pensano.
Ogni sguardo è un “mi manchi”, “ho bisogno di te”, “stringimi”, “ci sono”, abbracciami” di qualcuno. Detti in silenzio.
Accordo parole, strimpello versi, mi arrangio i testi senza seguir alcuna metrica; ad ogni do, anticipo un “no” ed il sol mi dà fastidio. Piena di bemolle e diesis, aspetto un la che dia vita al mio pentagramma interiore che non segue sinfonia alcuna, ma sa di marcia, ‘ché mi ritrovo ad andare per il mondo come fossi un soldato allineato ad un reggimento di cattivi pensieri e che non ha mai smesso, per tutta notte, di stare sull’attenti.
Ogni volta che qualcuno mi interpreta, mi uccide; e poi mi fa resuscitare nella sua personale comprensione di me.
Gli occhi dei bambini sono i nostri sogni più belli.
Mi sono perso nell’incanto delle parole, mi sono sentito inghiottito da un vortice di pensieri, sono stato invaso da una girandola di sogni, mi sono fatto cullare da una dolce canzone, e alla fine è nata, anzi no… Alla fine “Ho costruito un’emozione”.