Andrea De Candia – Stati d’Animo
Folle sei tu, che per cercare di salvarmi, stai firmando la mia rovina, la tua condanna.
Folle sei tu, che per cercare di salvarmi, stai firmando la mia rovina, la tua condanna.
Forse sono arrabbiata delusa felice triste spaventata serena stupita, forse sono qualcosa, adesso non lo so.
Scusi, vorrei liberarmi da me stessa… si può? No sa, perché questa idiota mi sta uccidendo.
La notte… La solitudine… sono ottimi rifugi per trovare chiarezza nei propri pensieri.
Se è vero che io parlo con gli occhi, scusatemi gli infiniti vaffanculo che ci leggerete.
Cristo, pensò, la gente ha intestini, bocche, polmoni, orecchie, ombelichi, organi sessuali, e capelli, pori, lingue, a volte denti, e tutte le altre parti unghie, ciglia, dita dei piedi, ginocchia, pance. C’era qualcosa di estenuante in tutto questo. Perché nessuno se ne lamentava?
Nel silenzio ascolto il sussurro dell’amore, la rabbia della tristezza. Nel silenzio trovo la compagnia della solitudine percepisco il vuoto, l’Immenso e l’Essere, nel silenzio tutto prende voce.