Lailly Daolio – Stati d’Animo
Non sono una persona che si fa mettere in gabbia, ma di quelle che si lisciano le ali ogni giorno per essere sempre pronta a spiccare il volo.
Non sono una persona che si fa mettere in gabbia, ma di quelle che si lisciano le ali ogni giorno per essere sempre pronta a spiccare il volo.
Quando regali il cuore, non guardare solo a come l’incarti, ma accertati che dentro ci sia il set completo di pazienza, udito buono, sorrisi a volontà, intelligenza, e tanto tanto altruismo.
Non chiedo poi tanto, se aspiro a qualcosa che ripaghi un po’ delle mie sofferenze. Non sono altezzosa, se chiedo finalmente un po’ di sana serenità. E nemmeno egoista se adesso sento la strana necessità di pensare a me. Non odiatemi se ogni tanto vi dirò: “no. Mi dispiace, ma non posso”. Non giudicatemi se alcune volte non ascolterò le vostre paure e i vostri dolori. Non fraintendetemi se, pensando un po’ a me, mi sfuggirà un vostro silenzio pieno di parole. Ho solo staccato un attimo la spina dal “mondo” per poter ricollegare un po’ quella che ha riacceso finalmente “me stessa”.
Occhi orientati fin dove si vuole catturare, percepire, contemplare. Ciò che è nascosto, celato, diventa all’improvviso un’ombra di colore scuro che nel fulcro e’animata da sfumature scintillanti. Lo sguardo, una parentesi di espressione interiore verso altri occhi che si desidera accarezzare, incontrare. Come nuvole colme di pensieri, parole, sensazioni che cercano di scontrarsi per creare frastuono e chissa’una luce che incendia dentro. Si vive per cose eclatanti ma le azioni più semplici sono colme di vita.
La cose vivono in eterno perché non hanno lo stress provocato dal rapporto con gli altri, lo stress da convivenza “civile”
Finché dura il pentimento, dura la colpa.
Nei miei pensieri vai, vieni, torni. Ci vorrebbe un semaforo per ristabilire l’ordine del traffico che ho dentro.