Claudio Visconti De Padua – Stati d’Animo
Oh se i pensieri che lancio nelle fitte tenebre della notte potessero brillare anche la notte sarebbe illuminata!
Oh se i pensieri che lancio nelle fitte tenebre della notte potessero brillare anche la notte sarebbe illuminata!
Vivrò per come sento io e mai come decidi tu. Sarò chi voglio essere e non chi vuoi che io sia. Sarò amata per ciò che sono e lascio, mai per ciò che fingo di essere. Questo farà di me una bella persona e non una persona superficiale e sciocca come “molte”!
Vagherò in un deserto d’emozioni, soffierà nella mia tristezza una brezza di solitudine, guarderò ma non vedrò nulla, piangerò ma nessuno sentirà, soffrirò come in un tormento nell’anima e nessuno mi guarirà, vivrò con la morte addosso, ecco chi sarò io quando smetterò di sperarti.
Se ti preoccupi poco delle persone, queste se ne vanno; se te ne preoccupi troppo, ti ferisci.
Anche se non si muore per amore, quel desiderio forte di essere con lei a volte toglie la realtà. Sei un prigioniero di un carcere chiamato solitudine e anche se sei in mezzo a mille persone, sei solo, perché la compagna del tuo cuore è parte di quell’unico amore.
A un certo punto ho sentito una sensazione a cui non sono mai riuscito a dare un nome. È un misto di malinconia, tristezza, insoddisfazione, ansia, felicità. Quando la sento mi commuovo. Mi succedeva spesso in passato. Era qualcosa che mi sfuggiva e che provavo soprattutto quando restavo solo o mi fermavo un po’ a pensare. Sentivo che saliva come il dolore dopo che hai preso una botta.
La solitudine è l’anticamera dell’attesa. L’attesa è l’anticamera di un incontro.