Elisabetta Barbara De Sanctis – Stati d’Animo
Lo porto addosso l’azzurro, come una seconda pelle.
Lo porto addosso l’azzurro, come una seconda pelle.
Sono cresciuto in una famiglia dove l’umiltà era alla base di tutto. Ho imparato a condivedere le mie cose e non solo quelle materiali, ma anche quelle che partono dal cuore.
Rivendichiamo giustizia, eppur non v’è giustizia, e forse quella divina giustizia!? Sono in bilico tra il credere ed il non, resto fedele ad un senso, l’unico che riconosco, la vita, la nascita e la morte! Che sia vita giusta o meno, che la nascita sia la meraviglia non ho dubbi, e la morte? Anche la morte ha le sue ingiustizie! Giudicatemi, chiamatemi pazza, infelice, povera di sentimenti, non importa resto ferma nel mio credo!
Sono distratta, lunatica e spesso permalosa. Sono testarda e poco comprensiva nei confronti di chi guarda solo se stesso. Non amo discutere con l’idiozia, ma confrontarmi con l’intelligenza. Sono sbagliata!? Viva gli sbagliati!
Andare avanti è sempre un buon investimento, quindi meno pensieri e più rispetto per noi stessi.
L’istinto è guerriero, la ragione è saggezza, il cuore… la voce che “urla” contro ogni ragione.
Non sono gli scuri colori del’acqua ad annunciare la concavità, più fonda del mare né l’esteso rumore del’onda, che la rena più forte divora non è un timido raggio di sole, che fa sbocciare le viole né la parola più cara, rivela ciò che fa battere, il cuore è la bellezza che si cela, dietro quel dialogare banale, che colorando l’istante rivela l’inatteso pensare.