Antonio Curnetta – Stati d’Animo
Ogni mattina la notizia più bella l’aspetto dal cielo, ed è il sole.
Ogni mattina la notizia più bella l’aspetto dal cielo, ed è il sole.
Un sentimento si misura dai sacrifici che si è disposti a fare per esso.
Dire “eccomi” quando fuori c’è l’arcobaleno è un conto. Dire “sono qui” anche se c’è un temporale è tutt’altra cosa. Smettiamola con le promesse facili, la gente come me ha smesso di dare credibilità alle chiacchiere.
Uno ci vive per mesi con il nodo alla gola, le lacrime soffocate, le notti insonni, la rabbia. Poi però si stufa e non gli importa più. E non c’è cosa peggiore di non sentire più niente, nemmeno la rabbia, nemmeno il dolore, niente.
Nel mio immaginario non c’è solo il compimento, c’è la tensione, lo spasmo, il prolungare, il confondere il piacere con una piccolissima punta raffinata di dolore, il rimandare, il fermarsi, il soffermarsi, l’imbarazzarsi, restare senza parole, restare preda. La mia voglia di dare, in realtà, è una forma di drastico egoismo, non è neppure, semplicemente, ricevere, ma è usurpare, rubare e depauperare. È un cavallo legato al giogo costretto a fare il giro, imbrigliato com’è, ma che s’incazza e s’imbizzarrisce e vuole scalciare. Tradurre ogni pensiero in parola mi è difficile; sono come il cavallo, con i paraocchi, non so dove me ne vado, vado perché mi sento tirare.
L’ardore nasce dall’anima di averti tra le mie braccia.
Ci sono eventi che ti stravolgono la vita in pochi secondi, altri che ci passano davanti tra la nostra indifferenza, molti che non vivremo mai e altri ancora che credevamo eterni mentre si dissolvevano tra le spire del tempo. Noi siamo gli eventi che abbiamo vissuto, quegli che abbiamo ingenuamente sognato.