Alda Merini – Stati d’Animo
Sei la finestra a volte verso cui indirizzo parole di notte, quando mi splende il cuore.
Sei la finestra a volte verso cui indirizzo parole di notte, quando mi splende il cuore.
Odio le luci perché mi offuscano la vista delle stelle.
Cucio maschere di notte, ma per gli altri! Per renderli più guardabili ai miei azzurri occhi che son tanto delicati nel gelo che li ammanta. Ho allestito un laboratorio ricchissimo d’ogni genere di pellame, cuoio pregiato, gemme per occhi, fili di nylon per tirare punti di sutura lungo cuciture che possano lasciare l’osceno dove devono ed imbastire con eleganza se ce n’è bisogno. Per me non tengo maschere, se non una da regina e suddita al contempo, del regno dove nessuno entra, così da bastarmi nello stato di completa autarchia che mi sono ritagliata.
Osservare la gente, catturare con un semplice sguardo la loro felicità o la loro tristezza, è così facile, soprattutto se nei tuoi pensieri scorre la malinconia.
Meglio non illudersi o sperare in quello che non c’è, se non vuoi subire le peggior delusioni.
Con i pensieri in doppia fila a impedire ai miei sogni di partire.
I colori sono già in noi, si possono mischiare, ombreggiare, applicare, schiarire, scurire e così via, ma al momento di finire il quadro l’equilibrio tra di loro dev’essere visibile e comprensibile, quello sarà il tuo colore, il tuo bianco o nero, oppure se ti fa piacere puoi chiamarlo bene o male.