Charles Bukowski – Stati d’Animo
È poca la gente con cui possa trovarmi in una stanza per più di cinque minuti senza sentirmi stomacato.
È poca la gente con cui possa trovarmi in una stanza per più di cinque minuti senza sentirmi stomacato.
Le emozioni. Pennellate di forti sensazioni che dipingono la tela dell’anima.
Ad ogni passo mi spogliavo di ogni certezza affrontando l’ignoto.
Odio le descrizioni. Non potrò mai spiegare in un paio di righe come sono fatta, non potrei farlo nemmeno in un milione di pagine. Le persone vanno conosciute non descritte, ed io ancora non mi conosco abbastanza. Perdo e acquisto ogni giorno qualcosa. Posso dirvi che sono preda di idee ossessionanti, piena di fogli scritti e poi nascosti, di cianfrusaglie che io chiamo ricordi, ho vestiti e libri in cui non mi rivedo più, sono appesantita da responsabilità che non vorrei. Cerco me stessa da qualche parte: nei cassetti, nelle fotografie, nei libri, in qualche corpo, nei sorrisi, sui denti, negli occhi, sulle mani. Da qualche parte si dovrà essere cacciata la mia anima, quella che se ne è andata e che non trovo più.
Amo il silenzio della notte, amo contemplare il cielo, la luna luminosa, il brillare delle stelle. Mi fanno sentire la serenità nel cuore. Mentre pensieri e sogni iniziano la loro danza.
Come ci sentiamo a disaggio sottole grandi ruote dentate del mondo attuale, senon sappiamo dare un nobile suggello di originalitàalla nostra personale esistenza.
Ho sempre voluto essere una di quelle persone a cui non interessa il giudizio degli altri… ma non lo sono.