Cristina Cipriani – Stati d’Animo
Le vostre briciole non mi servono, buttatele ai piccioni ai gabbiani o alle vostre galline!
Le vostre briciole non mi servono, buttatele ai piccioni ai gabbiani o alle vostre galline!
Dal fuoco dell’anima che strepita, il silenzio, ergendosi, tuona nell’infinito.
Non nasconderò più le mie fragilità, non “fingerò” più. Perché sono loro che rendono unica la mia umanità.
Traghettava le emozioni, da una sponda all’altra della propria vita.
Io muoio in dicembre e rinasco in aprile.
Quelle come me sono sempre controvento, ci credono sempre quelle come me hanno l’abisso dentro e il sorriso in punta di labbra. Quelle come me vivono di emozioni, ci affogano dentro e si sciolgono come neve al sole per una carezza, quelle come me non se ne vanno e se lo fanno è perché le hai mandate via. Quelle come me ci sono sempre e si danno tutte e continuano a dare ancora, ancora e ancora senza chiedere mai. Quelle come me sanno aspettare, aspettano e amano in silenzio aggrovigliandosi il cuore zuppo d’amore. Quelle come me hanno l’anima dannata, fottuta, persa, in un paio d’occhi di brace che ti attraversano e ti squarciano in due per come ti violentano il cuore. Quelle come me vivono di brividi sulla pelle, e respirano desideri e sogni che forse non si avvereranno mai.
A che cosa serve il rancore? A nulla, è un veleno che invade il corpo e l’anima e che uccide la dignità.