Claudio Visconti De Padua – Stati d’Animo
Si vive bene con poche persone. Il problema è che spesso sono introvabili.
Si vive bene con poche persone. Il problema è che spesso sono introvabili.
Ho pagato in lacrime le mie ali, ma l’ebbrezza del primo volo ha compensato tutto il dolore provato.
Mi annido nella tempesta. È così simile la mia voce allo schiantarsi della marea. Assale. Mi unisco alle fragilità del mondo, situandomi tra cocci e schegge, riversa tra le scaglie e le tessere dell’infinitamente piccolo. Il respiro si schiude come stoffe strappate oltre le cuciture che lasciano piovere, disobbedendo al sole e all’asciutto. Sfoggio la tristezza sulle onde che ripassano, dimentiche di acqua e del loro stesso movimento e ritornare verso l’alto è argento. Vivo. A malapena. Le risacche mi pèrdono. Il mio cuore ha messo in conto un perdòno silenzioso che non infastidirà nessuno. Con l’anima fuori misura, smisurata, addirittura. Mentre c’è chi cura la lontananza, io mi raccolgo e mi tengo vicina. Litri di bufera mi annegano. Mi ritiro nel mio ordine discreto.
Ridere a tutte le età, il corpo invecchia ma lo spirito gioioso è immortale.
Quando ti accorgi che le scelte fatte erano sbagliate e la direzione della tua vita non era quella giusta… puoi avere due soluzioni: svegliarti, sperando che sia solo un incubo, o reagire e ripartire per correggere gli errori.
Essere troppo buone, esserci sempre non è mai un bene, l’ho capito a care spese! L’ho capito quando mi sono sentita messa da parte perché non servivo più. Ho capito che devo cambiare che non tutti sono come me, sinceri, onesti e leali, molti sono furbi ed egoisti e non fanno per me.
Nulla eguaglia in lunghezza quei giorni zoppicanti in cui, sotto pesanti fiocchi di nevose annate, la noia, frutto della triste indifferenza, assume proporzioni d’immortalità.