Antonio Curnetta – Stati d’Animo
Mi piace credere alla bontà di tutti. Essere ingenuo è il mio modo di essere felice.
Mi piace credere alla bontà di tutti. Essere ingenuo è il mio modo di essere felice.
Non abusare della pazienza delle persone buone. Sono persone che possono perdonarti centinaia di volte ma sono anche quelle che, quando decidono di andarsene, non tornano più indietro.
Sono un distratto cronico, perdo in continuazione ombrelli, cellulari, chiavi, me stesso.
Ciò che siamo è tutto ciò che abbiamo. Siamo noi stessi la nostra ricchezza.
Questa storia del silenzio d’oro non mi ha mai un granché convinto, semmai d’argento, prezioso a metà. Ci sono silenzi importanti che svelano emozioni cosmiche, silenzi che suonano meglio senza l’interruzione di un suono, silenzi più violenti degli schiaffi delle parole e silenzi che tacciono perché più semplicemente non hanno nulla da dire.
Gli amici! Loro servono per distrarsi e divertirsi. I parenti! Come fanno a capirti quando sei un mistero anche per te stesso? Allora ti tuffi e trattieni il fiato. Riempi i polmoni di ossigeno e speri che basti, rimanere in apnea il più a lungo possibile fino a quando sarà tutto passato. Il mondo è in silenzio e sei in balia delle onde. Un pesce affamato si ferma a guardarti negli occhi e aspetta che tu faccia la prima mossa. Immobile e con le gambe piantate, sorridi e sputi fuori il dolore, perché sai che alla fine anche dalle macerie sorgerà un fiore che cercherà la linfa vitale per sopravvivere e dare vita alla vita. Il sole cade nel mare, è arrivato il tuo tempo, il rosso scarlatto del tramonto avvisa che puoi riaffiorare per buttarti a capofitto nella notte.
Quel che siamo lo sappiamo, nel momento in cui diciamo ciò che non pensiamo.