Rossana Emaldi – Abitudine
Io non sono mai puntuale, arrivo sempre in anticipo.
Io non sono mai puntuale, arrivo sempre in anticipo.
Molto spesso, scrivo solo per me. Diciamo che mi guardo allo specchio quando scrivo.
Esiliata lontano da lei, dolce rassicurante amante della lenta vita che scorre. Fiore da aprire, ma mai con sorpresa, il suo odore addormenta ma non inebria. Se tornasse nei miei giorni, forse mi sentirei a casa, ritroverei il viso a cui regalare un sorriso. Rimpiango un’azione prevedibile, un abbraccio conosciuto sin troppo bene. Il tempo mi allontana da questo stato e lamento la sua mancanza come una vedova che in cuor suo sa bene che il tempo non cura ma squarcia forte la sua ferita immortale.
Viviamo, di solito, con il nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà resta addormentata, riposando sull’abitudine, che sa quel che c’è da fare e non ha bisogno di loro.
L’abitudine fa lo stile dello scrittore, così come fa il carattere dell’uomo.
Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.
Si può, soffrendo, convivere con la malattia ma non col dolore; esso toglie la voglia di vivere.