Francis Scott Fitzgerald – Stati d’Animo
C’era in Gatsby qualcosa di splendido, una sensibilità acuita alle promesse della vita.
C’era in Gatsby qualcosa di splendido, una sensibilità acuita alle promesse della vita.
Nel silenzioprendono formai nostri pensierii nostri sentimenti,le nostre emozioni.I silenzivanno ascoltatiessi parlano piùdi mille parole…
È perché nei rapporti, molti ti hanno delusa, e quindi ora ti proteggi e appena avverti che c’è aria di tempesta, tiri fuori l’armatura, alzi lo scudo e non ti fai più trovare impreparata, perché adesso ne vuoi uscire illesa, senza più ferite che poi rimangono lì a sanguinare per molto tempo. E non permetti più a nessuno di commettere degli errori con te… Ma in fondo lo sai anche tu che è bello amare, io lo so. Ne hai tanto di amore da dare, lo vedo dai tuoi sorrisi, pochi, ma che brillano d’amore.
E sono le mie tempeste interiori a render la mia vita straordinariamente imprevedibile.
È la fragilità che spinge sempre a costruire qualcosa di solido.
La speranza non può essere basata soltanto sull’ottimismo. Deve avere radici più profonde nella moralità, nella forza d’animo.
Cristo, pensò, la gente ha intestini, bocche, polmoni, orecchie, ombelichi, organi sessuali, e capelli, pori, lingue, a volte denti, e tutte le altre parti unghie, ciglia, dita dei piedi, ginocchia, pance. C’era qualcosa di estenuante in tutto questo. Perché nessuno se ne lamentava?