Monica Cannatella – Stati d’Animo
Definirmi nervosa quando mi si vede in questo stato, non è un termine appropriato, il termine esatto è “incazzata” va bene anche delusa dal comportamento di certe persone.
Definirmi nervosa quando mi si vede in questo stato, non è un termine appropriato, il termine esatto è “incazzata” va bene anche delusa dal comportamento di certe persone.
La risata violenta in un contesto modesto accoglie l’eco di un antico dolore.
I pensieri sono attese. Le parole possono essere ponti. I silenzi solo muri.
Siamo l’immagine allo specchio della gente che odiamo. Nell’indifferenza regna il rigetto, il rifiuto. Ma non nell’odio. L’odio è l’espressione alternativa di un’attrazione irresistibile che per qualche motivo sconosciuto siamo costretti a rinnegare.
Mi porto dentro tanti “io” che non conosco.
Il corpo cresce più veloce della mente e arriva il momento che ci ritroviamo in un involucro che non reputiamo nostro e con il pensiero di un tempo che non è più quel tempo.
Vorrei svegliarmi la mattina e vedermi nello sguardo di occhi buoni, gioire per un sorriso di felicità ricevuto perché esisto, e abbandonarmi in un abbraccio d’affetto vero. Poi guardo il calendario e mi accorgo che è passato un giorno in più senza il suo materno amore.