Susan Randall – Stati d’Animo
A volte preferirei essere analfabeta, che leggere negli occhi di chi mente!
A volte preferirei essere analfabeta, che leggere negli occhi di chi mente!
Nulla mi appartiene, ed io non appartengo a nulla e nessuno, ed è cosi che vivo ed il nulla vive in me!
Ho gli anni misurati in decibel ed i suoni compressi a pressione. E le notti che fuggono il sonno ed i giorni che non esistono.
Credo che per riuscire in un’impresa, progetto, conquista, bisogna starci dentro fino al collo!
Lacrime lunghe che arrivano alle ginocchia perché le ginocchia arrivano agli occhi ed i capelli fanno da coperta e le braccia da gabbia, la pancia da cuscino ed uno sgabello da trespolo, così, appollaiata al dolore a mangiar miglio liquido e veder il vento fare mulinello di piume, ché delle ali è rimasto scheletro decalcificato e dell’aria che libra, carbonio tossico.
Ci sono momenti in cui è difficile dare risposte alla propria coscienza.
È più facile fuggire davanti alla realtà, che fermarsi e guardarla negli occhi!