Isabel Milù – Stati d’Animo
Se non fossi così colpita dalla mia gioiaforse potrei riuscire a cogliere la tua noia.
Se non fossi così colpita dalla mia gioiaforse potrei riuscire a cogliere la tua noia.
Preferisco essere odiata per ciò che sono e non amata per ciò che vogliono che sia.
Porto ancora i segni dell’inganno, non voglio nuove cicatrici.
Sono di più le persone a cui sto sulle palle di quelle che mi amano!? Non è mica colpa mia, del resto nel mondo gli stronzi e gli invidiosi abbondano mentre le persone vere come me sono davvero poche ormai!
Di geografia non so molto, non leggo le cartine, non uso navigatori. Conosco solo la geografia degli sguardi. Quelli non cambieranno mai. Quelli oltre latitudini, longitudini, spazi, tempo. Non cambierà mai la geografia di certi sguardi. Basta guardarsi un po’ negli occhi, nemmeno troppo a lungo e i posti li sai, li ricordi a memoria. Ti entrano dentro e poi rimangono lì, senza bisogno di chissà quali spiegazioni.
La vera luce si trova dentro di noi e stando da solo al buio la vedo, la sento, la vivo e capisco chi sono, dove vado e tutto si illumina.
Ma come facevo a non amare gli uomini, questi uomini sempre maltrattati, sempre insultati, sempre crocifissi, ma come facevo a dire che è tutto inutile e a cosa serve nascere a cosa serve morire? Serve ad essere uomini anziché alberi o pesci, serve a cercare il giusto, perché il giusto esiste, se non esiste bisogna farlo esistere, e allora l’importante non è morire, è morire dalla parte giusta, e io muoio dalla parte giusta.