Jean Baptiste Racine – Stati d’Animo
Lo vidi, arrossii, sbiancai per averlo veduto: Un turbamento scosse il mio cuore sperduto; i miei occhi non vedevano, non potevo parlare; Sentivo il mio corpo raggelarsi e bruciare.
Lo vidi, arrossii, sbiancai per averlo veduto: Un turbamento scosse il mio cuore sperduto; i miei occhi non vedevano, non potevo parlare; Sentivo il mio corpo raggelarsi e bruciare.
Le vostre briciole non mi servono, buttatele ai piccioni ai gabbiani o alle vostre galline!
Di certo non ho un bel carattere; sono strana, lunatica, a volte permalosa e capricciosa, ma sono anche dolce e coccolona, a volte ingenua e in tutto quello che faccio ci metto il cuore che spesso poi raccolgo in mille pezzi. Ecco, forse questo è il mio peggior difetto.
Sentirti dopo tutti questi anni mi ha fatto tornare a ieri in un lampo, se solo sapessi quanto tu ci sei sempre stata.
Se vivere da persona sociale significa tormentarsi l’anima di cose, pensieri e persone inutili, l’dea di vivere da soli assume un valore inequivocabile.
Considero la sensibilità un vero e proprio dono… Ti permette di toccare profondità altrimenti irraggiungibili. Ti permette di captare ciò che ti è attorno, entrare nella gente andando oltre l’apparenza, guardare ciò che all’occhio nudo è nascosto. Forse in alcune situazioni ti porterà pure a soffrire, ma consideralo sempre un dono, mai una disgrazia.
Se siamo in pace con noi stessi, possiamo esserlo anche con il resto del mondo.