Alda Merini – Stati d’Animo
Vorrei parlarti del freddo del cuore, del mio cuore di radice ferita.
Vorrei parlarti del freddo del cuore, del mio cuore di radice ferita.
Guerra, guerra, guerra il mostro giallo, la divoratrice di anime e corpi. Guerra l’indescrivibile, il piacere del folle, l’ultimo argomento a disposizione degli uomini non cresciuti. Deve esistere per forza? E noi? E intanto ci avviciniamo all’ultimo lampo, all’ultima chance che ci resta. Resta soltanto un fiore, un solo istante per respirare così.
Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia.
Io per chi non merita, col cavolo che ci sono!
Oscurità e luce. Rumore e silenzio. Il tutto e il niente. Io semplicemente io.
Ci sono angoli della tua mente, che non mi appartengono. Lati e pareti, tra cattedrali e obelischi. Porte inaccessibili contro cui scagliare la mia rabbia, nella tenue, vana, speranza di accedervi. Muri invalicabili, che per quanto io mi danni, non si abbatteranno gridandovi contro. Tra strade senza meta, e deserti infiniti, di illusori compiacimenti mi riempio l’esistenza. Padrone del tempo, scruto il futuro, già ben tracciato a dire il vero, il tuo volto va scomparendo, ma stavolta nulla verrà a sostituirlo. Tra bandiere straniere, e statue illustri, la mia fama mi precede. Un altro pezzetto di me se ne va, lasciandomi sempre più solo, nascondendosi nella tua mente, in uno dei suoi angoli ancora non reclamati, senza clamori apparenti.
Liberi, liberi di essere noi stessi, sempre. Liberi di non dover dipendere da nessuno. Liberi di pensare ed esprimere i nostri pensieri. Liberi di sbagliare e di capire che è sempre possibile rimediare. Liberi di andare oltre ogni limite senza aver paura di oltrepassare la realtà. Liberi di poter vivere una vita a misura nostra e non a quella degli altri. Liberi, liberi, liberi.