Carlo Peparello – Stati d’Animo
Il mondo è come un teatro dei burattini. C’è chi lo trova divertente e chi inquietante.
Il mondo è come un teatro dei burattini. C’è chi lo trova divertente e chi inquietante.
Si può considerare folle uno che canta o ascolta musica, sotto la pioggia, con le cuffie del suo lettore mp3 alle orecchie. Non credo ma se lo fosse, io sono un folle. Quello che si prova è indescrivibile, sia se siamo felici o malinconici. Un senso di purezza, di liberazione, di libertà assoluta. La pioggia che invade il nostro corpo, la musica nell’anima e la persona amata nel cuore.
Ho terremoti interiori che mi sconquassano, mi rivoltano l’anima, il cuore e i pensieri, ma poi tra una scossa l’altra mi assesto.
Io vedevo i tuoi occhi, il tuo viso. Sentivo. Ma non la tua voce. Ascoltavo le nostre emozioni.
Sono in eterno conflitto con me stesso, tra tenere saldamente i piedi per terra e fare fare continui voli con la fantasia. E resto nel limbo, mentre nel frattempo la vita scorre.
Non ho tempo per inseguire, sperare e forse soffrire… dura così poco una giornata.
Ho tanti di quei sassolini nelle scarpe, che a furia di tenerli sono diventati dei massi.