Giorgio De Luca – Stati d’Animo
Tra gente incapace perfino di sorridere, ti accorgi di vivere in un mondo sbagliato.
Tra gente incapace perfino di sorridere, ti accorgi di vivere in un mondo sbagliato.
A lei capitava spesso di passeggiare per le strade e non di “vederle” soltanto le persone, ma di soffermarsi a guardarle. E capitava di ritrovare in loro un po’ della sua timidezza, persone con sorrisi finti, che lei aveva imparato a riconoscere, lei lo sapeva, perché erano uguali ai suoi, bastava soffermarsi a guardare i loro occhi spenti, vuoti per capirlo. Allora aspettava di incrociare il loro sguardo per salutarle con un sorriso, ma uno di quelli veri però, come per dire “ho guardato i tuoi occhi, riconosco quel vuoto. Anche se non so cosa ti stia succedendo, ne uscirai”. Anche se non le aveva mai viste o conosciute e mai le avrebbe più incontrate. Perché lei sapeva cosa significasse la mancanza di un sorriso e nessuno che sapesse leggere i suoi occhi.
Un giorno decisi che avrei fatto lo scrittore… poi stappai una birra e mandai il mondo affanculo!
Mi piacciono i piccoli gesti fatti sottovoce, quelli che restano nell’intimità di un attimo. Si leggono negli sguardi, nelle piccole movenze delle labbra e non si perdono mai, perché chi li sa cogliere li afferra e li trattiene nel cuore. Mi piacciono le piccole promesse, quelle “stupide”, quelle che fai anche al mattino, quando dietro un semplice abbraccio dici “a stasera”. Mi piace la quotidianità vissuta in una semplicità che fa del mio tempo una splendida certezza.
È quando non vuoi piacere a nessuno che inizi a piacere per come sei realmente.
A volte il mio umore è come il tempo: in primavera ho di quegli sbalzi.
Diventa un problema riuscire a dormire. Quando il sonno non arriva e i pensieri se ne vanno altrove. Ti ritrovi per strade perdute a raccogliere le cose peggiori quelle che durante il giorno sembrano averti abbandonato e poi la notte ti strangolano quasi a non volerti lasciare più.