Daniele De Patre – Tempi Moderni
Una volta sorridere era normale. Oggi se lo fai sei scemo.
Una volta sorridere era normale. Oggi se lo fai sei scemo.
Del resto, che c’era di giusto? C’era mai stata giustizia, anche solo per un momento, per i pesci piccoli? Tutte quelle stronzate che gli davano a bere sulla democrazia e le pari opportunità non servivano altro che a tenerli buoni, perché non bruciassero tutta la baracca. Certo, una volta ogni tanto c’era qualcuno che riusciva a tirarsi fuori dalle macerie e a emergere. Ma per ognuno di questi ce n’erano centinaia di migliaia in mezzo a una strada o in prigione o in un manicomio, o suicidi o drogati o sbronzi. E molti e molti di più che facevano lavori spregevoli e mal pagati e buttavano via tutti gli anni della loro vita in cambio della pura e semplice sopravvivenza. La schiavitù non era stata eliminata affatto, era solo stata allargata fino a comprendere i nove decimi della popolazione. Dappertutto. Santa merda.
La vita mi ha “chiesto” qualcosa: non è nulla in confronto al “tutto” avuto da Dio.
Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l’alcool o la morfina o l’idealismo.
La pubblicità è la più grande forma d’arte del ventesimo secolo.
Se ti basta qualcuno che dice cose diverse da quelle che pensa, per cortesia evita di bussare alla mia porta. Se invece cerchi qualcuno coerente col proprio pensiero, allora entra senza chiedere il permesso: siediti che parliamo.
C’è chi insiste col suo fare ed evidenzia le proprie lacune, e c’è chi naturalmente…