Michela Strega – Tempi Moderni
Siamo tutti poeti moderni, macchine delle parole, in serie.
Siamo tutti poeti moderni, macchine delle parole, in serie.
Rettifica dei nomi. Ai nostri giorni per buono non si intende chi è capace bensì solo chi non nuoce.
C’è chi si accontenta del corpo, io non mi accontento, prendo tutto: mente, cuore, anima, perché se devo sfiorare solo la superficie non mi interessa, io vado oltre.
Le persone come te sono il motivo per cui persone come me prendono queste medicine!
La pubblicità promuove quel divino scontento che spinge la gente a migliorare il proprio status economico.
Non mi aspetto più nulla da nessuno ma nessuno si aspetti più niente da me.
Ricordo con nostalgia le indossatrici degli anni Sessanta: sorridenti, scivolavano leggiadre e leggere come libellule sulla passerella e sembrava non la toccassero affatto. E vedo quelle di oggi, con quel cipiglio da incazzate, con quella stupida andatura a passo incrociato che di tanto in tanto le fa incespicare, e alzano le ginocchia, e percorrono la corsia con la grazia di un artigliere da montagna che s’inerpica sulla mulattiera portando sul groppone un mortaio da 80 millimetri. E ogni tanto tirano telefonini in testa alla cameriera.