Vincenzo Costantino – Tempi Moderni
Alla fine niente frega a nessuno e il tutto lascia spazio al vuoto dell’indifferenza.
Alla fine niente frega a nessuno e il tutto lascia spazio al vuoto dell’indifferenza.
Il ventennio breve. Un’epoca cominciata agli inizi degli anni Novanta, che aveva gradualmente spopolato le province, spostato masse di giovani fiduciosi in città. L’epoca del “miracolo economico”, della Ruota della Fortuna e del Gabibbo, quando sembrava ovvio poter vendere qualsiasi cosa: un progetto politico, un paio di gambe, un pezzo di truciolato spacciandolo per massello, è adesso finita e sepolta nei cartelli “fuori tutto” e “cessata attività”.
Le masturbazioni mentali induriscono il cervello.
Nessuno guarda da solo un tramonto, perché tutto a questo mondo aspetta elogi.
Per non fare lo yes-man, fece il contrary-man, e poi finì per fare l’enemy-man.
Questo mondo puzza troppo di falsità che nessuno sente.
A New York, sei sempre alla ricerca di un lavoro, un fidanzato o un appartamento.