Emilio Rega – Tempi Moderni
Che mondo è mai questo in cui non ci si può fidare nemmeno di se stessi.
Che mondo è mai questo in cui non ci si può fidare nemmeno di se stessi.
Condividimi tutto, ma non il mio brain.
Con Facebook ci conosciamo tutti, ma in realtà non conosciamo nessuno.
Ripensando a un anno fa, so per certo che rifarei tutto, ma con più grinta e più carattere, senza compromessi. Io sono come sono e non mi cambierò mai, è il mio sorriso adesso che deve ritornare sul mio volto. È come un puzzle di 3000 pezzi, ci vuole pazienza nel riordinarli e a suddividerli per colore e forma, per poi intersecarli fra loro, ma per fare questo occorre molto tempo. Il tempo adesso non mi è molto amico, i miei pensieri si affollano nella testa e sembrano in confusione, attratti solo da un unico interesse, proprio quello a cui non dovrei pensare e mi fa star male. A poco servono le parole delle persone care, per cercare di aiutarmi a stare meglio, è da me che deve partire l’imput, me e solo me. Ci sono momenti in cui pecco di allegria apparente, altri di netta sofferenza, non è giusto ma è così, adesso. Vorrei essere come la fenice, morire e rinascere dalle proprie ceneri, più forte che mai.
Los Angeles: settantadue sobborghi in cerca di una città.
La tecnologia nella comunicazione virtuale, con pc, tablet e smartphone, sta creando un esercito sempre più grande, di persone presenti assenti.
Nel calcio di oggi segni un gol e sei un campione, prendi un palo e sei un coglione!