Roberto Gervaso – Tempi Moderni
La nostra borghesia non è più una classe, ma un senso di colpa.
La nostra borghesia non è più una classe, ma un senso di colpa.
Il ventunesimo secolo, se sopravvivrà alla fine del mondo, passerà alla storia per la conquista dello spazio e per le straordinarie innovazioni tecnologiche e scientifiche. A ciò si contrappongono la perdita dei valori civili e morali, i molti conflitti fra Stati per motivi politici e economici, le guerre e rivoluzioni intestini, la fame nel mondo e il moltiplicarsi in modo esponenziale di nefandi delitti. In sintesi, nonostante le molte attività positive, il peggiore di tutti i secoli.
Il linguaggio dei segni, braccia conserte per dire di allontanarsi o altri che non capisco e non voglio capire, sono le bestie che pretendono che li si capisca. Una civiltà impostata su un linguaggio gestuale, finisce poi che si comincia a segnare i territori con la pipì?
Viviamo in un mondo ovattato dove la superficialità abbonda e quello che conta realmente rimane seppellito chissà dove.
I ragazzi sui Social Network non hanno ne linee guida ne sicuri esempi da seguire. Si prega i genitori di iscriversi su facebook.
Siamo tutti indaffarati nell’apparire… che se ci venisse posta la semplice domanda “chi sei?” Avremmo qualche difficoltà nel rispondere immediatamente e forse… sinceramente!
Ricchezza e ostentazione spesso si fondano su miseria e povertà. Baraccopoli che si contrappongono a stadi, sfruttamento del lavoro minorile a stipendi milionari di calciatori, non ditemi che questa è una società sana!