Giuseppe Prezzolini – Tempi Moderni
In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
In Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio.
Viviamo in un’epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità.
Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste.
La necessità fa l’uomo ladro. O venditore. Qualche volta tutte e due insieme.
La pubblicità promuove quel divino scontento che spinge la gente a migliorare il proprio status economico.
Che cos’è la normalità se non un’onvezione dell’uomo che ci omologa tutti?
L’uomo è l’unico, fra tutte le creature viventi, a non vivere interamente nel presente. Né gli animali, né tanto meno le piante, sono infatti in grado, come l’uomo, di ricordare il passato e di fare tesoro dell’esperienza vissuta per programmare ed organizzare il proprio futuro.