Vincenzo Costantino – Tristezza
Certe sere sono cosi: ti guardi intorno circondato da persone ed è come essere solo.
Certe sere sono cosi: ti guardi intorno circondato da persone ed è come essere solo.
Che cosa strana, la gente si è abituata a tenere un computer dentro ogni casa ma non un animale.
Rifugiarsi in un desiderato sogno di leggiadra serenità, per scappare da questo incubo fatto di realtà! Non con la vita amici, ma con la speranza e la fede, con la consapevolezza che nessuno è nato necessariamente per essere immune da sofferenze, accettiamo questa vita come un breve passaggio un ponte seppur minato per raggiungere una vita migliore. Avendo di che nutrirci e di coprirci di questo ci accontenteremo. In quanto a coloro che sguazzano nella ricchezza, la loro vita sarà circoscritta solo sul ponte minato!
Sentire la mancanza della persona che si pensa di amare, che abbiamo volutamente allontanato. È vero amore o bisogno di sentirsi riamati? Le solitudini interiori si aggrappano ai sogni perché non sono capaci di modificare la vita in cui si sono adagiate con comodità, dove è tutto uguale e ripetitivo, ma così sicuro e certo! L’amore si nutre di rispetto, di forza, di presenza costante. L’amore vero non allontana ma cresce e si rafforza con l altra presenza, che aiuta e conforta, che abbraccia in silenzio e riempie il cuore. Se non sono presenti questi valori quella mancanza è solo illusione!
Lacrime che scendono sul viso, emozionali e gonfie di dolori, si posano sul cuore. Sostano nei ricordi depositati sul fondo, mai persi e abbandonati. Sono lì in attesa, non si disperdono, e come naufraghi si tengono a galla: sofferenti maestri di vita.
Chi sta peggio di colui che è triste? Colui che si è abituato alla tristezza.
Ci può essere tanto di quel dolore dentro a una lacrima che diventa così pesante da affondare in mezzo al mare.