Francesco Iannì – Tristezza
La mia irrequietezza rifiuta l’inerzia.
La mia irrequietezza rifiuta l’inerzia.
Conservare il dolore di vecchie ferite è estenuante e faticoso.
I dispiaceri sono servitori oscuri, detestati, contro cui si lotta, sotto il cui dominio si cade ogni giorno di più, servitori atroci, insostituibili, e che, per vie sotterranee, ci conducono alla verità e alla morte.
Immergi il mio cuore pieno di ferite nel sale, sicuramente soffrirei di meno!
La sofferenza è come il sole che sorge e poi tramonta lasciando la scia di un passato che se ne va.
Non auguro a nessuno di vivere quello che sto passando io, perchè conoscendo il disagio di oggi, molte persone si suiciderebbero… Spero che Qualcuno da lassù si accorga di me, sperando che trovi una soluzione, bella o brutta, di porre fine alle mie sofferenze.
Ditele che l’ho perduta quando l’ho capita, ditele che la perdono per averla tradita.