Sir Jo (Sergio Formiggini) – Tristezza
Ho sofferto la gabbia dell'”amore”. Ora cerco la “libertà” dell’amare.
Ho sofferto la gabbia dell'”amore”. Ora cerco la “libertà” dell’amare.
La bocca che diceva di volermi proteggere è stata la stessa che mi ha ferito di più.
Dolore chiama dolore. È l’unico codice che entra a far parte del soliloquio che imbastiamo con noi stessi; il cuore è schizofrenico, si spacca in due tra il male che ci ha causato il nostro grande amore ed il male che perpetuiamo a nostre spese da soli per trovare continuità di senso e parola e sentirci ancora vicini nel paradosso. Il nostro grande amore, quello che ci ha lasciato, ma resterà dentro per sempre, lì sulla soglia della porta delle emozioni più belle, appoggiato allo stipite del desiderio, un piede all’inferno, l’altro in paradiso.
Se ci sarà un giorno ove coglierò amore solido nel cuore e nei sensi sarò…
Sull’altra riva del lago lanci sassi espandendo anelli… Lancerò sassi anch’io aspettando che i miei anelli intreccino i tuoi.
Le lacrime che non escono quando si ha voglia di piangere restano fermentando dentro fino al prossimo pianto.
Aspetterò che il domani lavi via dagli occhi quegli interminabili minuti persi da una lacrima.