Roberto Giusti – Tristezza
Lacrime. Schegge impazzite dell’anima nel ricordo di un tempo mai dimenticato.
Lacrime. Schegge impazzite dell’anima nel ricordo di un tempo mai dimenticato.
Oggi sono triste.Incrocio le altre macchine e scorgo, sui volti dei miei fratelli, rughe di preoccupazione.C’è lamiera e società tra di noi, a impedire di mettere una mano sulla spalla e dire “Non ti preoccupare!”, frase inutilmente incoraggiante.E invidio gli uccelli.Sono tre metri sopra di noi, liberi da questa gravità che ci schiaccia nel fango, lontani dai veleni che ci somministriamo masochisticamente.Solo tre metri, per il loro mondo senza problemi.
La tristezza e la delusione non tradiscono mai. Puntualmente, spesso, arrivano. Ti toccano.
E lottare contro tutto e tutti per raggiungere l’obbiettivo, la meta prefissata superando i vincoli…
Mi sento come intrappolato in uno di quei films muti in bianco e nero di ormai tanti anni fa. Claustrofobicamente rintanato in una canzone straziante sull’amore, che si ripete, cosi come il dolore che ci sta dietro. Come bloccato da ore allo stesso livello di un videogioco dannatamente complicato. E non essendo io uno dei fratelli Lumière, Frank Sinatra o Donkey Kong, non so davvero come uscirne.
La delusione è l’inevitabilità di una lacrima, o meglio, è una rottura col mondo.
Sono le azioni, non le parole, che determinano chi in realtà siamo.