Anonimo – Tristezza
Che cos’è la tristezza se non il sentirsi profondamente soli?
Che cos’è la tristezza se non il sentirsi profondamente soli?
A volte mi chiedo quanto dolore si possa inghiottire prima di vomitarlo tutto in una volta.
Sei lo spazio intorno al quale voglio costruire il mio futuro. Amarti è un’onore per me. Finchè avrò aria nei polmoni e sentirò il mio cuore battere, niente e nessuno cambierà ciò che sento e provo per te.
Ma non mi stupisco, è talmente di destra che tra un po’ torna a sinistra.
Sono chiusa in camera e mi strazio il cuore a pensare cosa stai facendo, se stai a casa sulla poltrona a guardare la tv o al pc a conoscere qualcuna come hai fatto con me, se sei uscito con gli amici, o presunti tali, o se vai girando da solo in macchina in cerca di una meta, se hai una mia foto tra le mani e mentre mi pensi versi qualche lacrima o se le stai stracciando proprio adesso una per una, non so se stai parlando di me o della prima bionda che ti sta passando avanti, non so se quando vedi una scena d’amore ti trema il cuore o se le odi a causa mia… Io cosa faccio? Ti penso sempre… la mattina quando mi sto per svegliare ma ho ancora gli occhi chiusi, mentre mi vesto per andare a scuola, quando arrivo in classe e non c’è ancora nessuno, durante le lezioni, mentre torno a casa e trovo delle frasi scritte sui muri, frasi che ci scrivevamo anche noi, a pranzo, quando sono costretta ad allontanarmi dalla tavola perché ho i nodi alla gola e mi viene da piangere, nel pomeriggio quando ho tanta voglia di chiamarti, la sera quando scende il buio, lo stesso buio che ci ha fatto incontrare la prima sera e la notte, perché navighi nei miei sogni. Ti prego torna, sto male senza te.
Se invecchieremo insieme non invecchieremo mai.
Un bambino ordinato sicuramente dalla famiglia è preparato.