Giulia Carcasi – Uomini & Donne
Diventare uomini non significa aver fatto sesso; significa avere il coraggio di affrontare le proprie paure e di combattere per chi si ama!
Diventare uomini non significa aver fatto sesso; significa avere il coraggio di affrontare le proprie paure e di combattere per chi si ama!
Le persone. Che esseri straordinari. Possono essere uomini, donne, uomini e donne e donne e uomini allo stesso tempo, nello stesso corpo. La vera bellezza sta nell’incontro tra due persone. Possono essere uomini, donne, uomini e donne e donne e uomini allo stesso tempo, nello stesso corpo.
Quando una donna ti chiede come stai tu rispondile sempre “tutto bene”. Le donne non sopportano chi si lamenta al posto loro.
Siamo fatte di sogni, ma anche di sostanza. Siamo fatte di emozioni, ma anche di sensazioni. Siamo anima e cuore ma anche testa e ragione. Siamo donne fragili ma anche forti e coraggiose. Siamo la pace se amate, l’inferno se ferite. Siamo donne a voi decidere se siamo tanto o siamo niente! Noi quello che siamo lo sappiamo già.
Per gli uomini non c’è sentimento che non passi dalla carne, e per le donne non c’è carne che non passi dai sentimenti.
Ciao Caro,sai, ogni tanto mi viene il dubbio: vale la pena di amare se poi rischi di starci male? Adesso mi sembra di no. Adesso mi sembra che tutti i sorrisi che abbiamo smezzato non bastano. Tu dici che “Se ami soffri però almeno ami, se non ami soffri lo stesso e non hai niente in cambio”. Forse hai ragione tu. Stasera penso a noi, in esclusiva. Ti ricordi la prima estate che sono andata al college? Tre settimana da sola, con la paura di perdermi a St. James Square o in qualche altra piazza straniera. Tu mi hai detto “Oh, se ti perdi, scrivi!”. Bè, io stasera mi sento persa e allora mi armo di una penna e cerco di prendere a calci tutti i miei fantasmi. Alla fine, è giusto così. È il tuo volo, prendilo! Vattene da tutto e da tutti! Però scrivimi! Mandami una lettera, un messaggio, un piccione viaggiatore, insomma, lanciami un segno di vita e io starò qui pronta, in ricezione. Poi, magari, quest’estate ti raggiungo per qualche giorno: ci facciamo una foto come due sceme, con le nacchere e il sombrero; c’ingozziamo di tapas e giù un buon vino catalano; c’innamoriamo di qualche ballerino, di un banderas, di un ragazzo visto al parco, di un cameriere gentile. Goditela, Caro. Io starò in una tasca della tua valigia, starò lì quando qualche compagna di stanza ti chiederà di metterle l’ombretto e starò lì anche quando un ragazzo passerà la serata con te, ti chiederà cose c’è di bello a Roma e un po’ ti mancherà questa città del cavolo, da cui non vedi l’ora di scappare. Parti. In fretta! Senza rimpianti! Però, tra un anno, arriva puntuale. Io ti aspetterò Al 19. Prenoto due crepe alla Nutella, anzi tre, che magari col viaggio di ritorno, ti sarà venuta fame. E smezzeremo anche quella terza crepe, come abbiamo sempre smezzato tutto. Ti voglio bene, Caro, bene davvero.Alice.
Vi sono delle cose in cui le donne vedono e capiscono con più genio di mille maschi saggi messi insieme.