Marcel Proust – Uomini & Donne
Lasciamo le donne belle, le lascio agli uomini senza fantasia!
Lasciamo le donne belle, le lascio agli uomini senza fantasia!
Vorrei essere come quelle donne che io chiamo scialbe, quelle che si piangono addosso, quelle che con una scusa ti fanno entrare nella loro vita, poi capire se ciò che ti racconta sia vero. Mah! Di certo vorrei essere come loro che sanno passare da un letto all’altro senza nessun problema, peccato che per me il sesso non è amore e non esiste l’uno senza l’altro. Ma Dio quanto le invidio, liberano il corpo senza compromettere il cuore.
Attenzione a non accorgervi della sottoveste nuova di vostra moglie per troppe volte, perché prima o poi sicuramente ci sarà qualcun altro che se ne accorgerà.
Non si sa perché, ma dal giorno in cui abbiamo offerto quella maledetta mela ad Adamo per movimentare la “paradisiaca” vacanza, la colpa è essenzialmente sempre nostra.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
Ogni notte vado a dormire e dico domani non ci penso più, basta! Ma poi la mattina il primo pensiero è sempre lui.
Ti dico una cosa. A me un uomo per forza non serve. E per sto motivo non ho mai accettato compromessi per tenermene uno. Non accetto la condizione del così o niente. Io voglio essere amata e non essere solo un oggetto del desiderio, per di più molto labile. Il desiderio, la passione sono belle cose. Ma solo quelle non servono a niente. Solo quelle non mi interessano.