Roberta Lombardo – Verità e Menzogna
A volte sono stato chiamato menestrello dell’orrore, invece stavo solo raccontando verità.
A volte sono stato chiamato menestrello dell’orrore, invece stavo solo raccontando verità.
Non ammetto la falsità, non ammetto l’ipocrisia, non ammetto la mancanza di rispetto, non tollero quelle persone che vivono di queste cose e vorrebbero farsi credere oneste, non tollero il sorriso davanti ed il vaffanculo dietro perché io ti ci mando in faccia e non alle spalle.
Ogni tradimento comporta una bugia e ogni bugia è un tradimento…
La mimetizzazione migliore è la verità: non la crede nessuno.
La verità è che la gente di te se ne fotte e se può ti fotte.
Quando l’intera realtà si trasforma in un labirinto, di volti, di azioni, di nomi, di apparenze, pareti fatte di verità e di non verità, bisogna scegliere attentamente la direzione. Quella sbagliata potrebbe portare alla morte, o ad altro, anche peggiore. Non è colpa di nessuno se esiste, e non esiste per fare del male. È soltanto matematica, ingegno, pretende onestà. Non si capovolge per andare incontro all’inettitudine, all’errore e alla vigliaccheria. Se non si è capaci, si resta fuori. Si comincia sempre a proprio rischio, l’inizio è esplicito, ma poi cominciano le pagine bianche, senza appigli, non ci sono più cartelli. Quelle pagine vuote non si riempiono a proprio piacimento, perché non sono proprio bianche. Non c’è niente, eppure c’è tutto. La superbia di poterle riscrivere a proprio vantaggio, per salvarsi, sarebbe punita severamente. L’incognita appartiene all’unica legge, che controlla tutte le altre, davanti alla quale persino Dio è costretto a fermarsi: non può cambiare infatti quello che non può neanche raggiungere. Una legge non si conquista, non ci si pianta sopra una bandiera e dire per esempio: “questa è la legge di gravità e adesso è di mia proprietà e dei mie figli, ci farò quello che voglio”. Un labirinto è il perfetto e severo modo per fare una distinzione tra chi è valido, preparato, onesto, e chi pretende con la forza di esserlo imponendo alla legge, con la propria autorità, una verità di parte e limitata. Questa oggettività irremovibile è quello che servo, che amo, non mi piego all’impostura di Dio, che si crede superiore ad ogni legge e in diritto di poter uccidere chi vuole per avere, perché, per dirla in termini ippici, punterei sul cavallo sbagliato, soprattutto su quello dopato.
Smettila di fare il sapientone o quello che ne sai di tutto e di più. Il fatto è che non sei padrone esclusivo nemmeno delle tue verità o delle tue menzogne, giacché esse smettono di essere un tuo privilegio non appena t’imbatti in qualcuno che la pensa proprio come te.