Luciano Guareschi – Verità e Menzogna
Pur non essendo giornalista, mi capita spesso di scrivere delle gran balle.
Pur non essendo giornalista, mi capita spesso di scrivere delle gran balle.
L’uomo che vede entrambi i lati di una questione è un uomo che non vede assolutamente nulla.
Ho conosciuto lei: una donna di appena trent’anni, ho avuto modo di frequentarla sei mesi, mesi in cui lei mi ha raccontato parte della sua vita. Un film che ebbe inizio con violenze fisiche e mentali, un film in cui ogni giorno la protagonista (lei) subiva violenze, un ex, un marito, un mondo tutto così mediocre. Finché un giorno capii che la mediocrità era lei, con i suoi film che dipingeva a pennello per attirare l’attenzione su se stessa. Una donna insicura, debole, falsa e meschina, pronta ad usare ogni mezzo per fare pena. Oggi quella donna malata avrà puntato già altre vittime. Io oggi posso gridare: mi sono salvata!
Non devo giustificare le mie “azioni” o le mie parole, sono responsabile di quel che dico e faccio, chi vuol fraintendere un mio gesto o una parola, evidentemente di me conosce ben poco.
La verità è un viaggiatore che va in treno e non sceglie stazione.
La verità non ha né gradi, né in più né in meno, e consiste in qualcosa di indivisibile. Perciò l’intelletto, che non è la verità, non riesce mai a comprenderla in maniera tanto precisa da non poterla comprendere in modo più preciso, all’infinito; ha con la verità un rapporto simile a quello del poligono col circolo: il poligono inscritto, quanti più angoli avrà, tanto più risulterà simile al circolo, ma non si renderà mai uguale ad esso, anche se moltiplicherà all’infinito i propri angoli, a meno che non si risolva in identità col circolo.
Dai la risposta vera e non quella giusta; se vuoi essere leale e sincero verso te stesso e chi ti ha rivolto la domanda.