Michelangelo Da Pisa – Viaggi e vacanze
I porti non sono arrivi, ma carezze d’acqua nelle quali ci si prepara per nuove avventure in mare aperto.
I porti non sono arrivi, ma carezze d’acqua nelle quali ci si prepara per nuove avventure in mare aperto.
Come quando dopo un volo estenuante atterri e aperto il portello la forza del mare s’infrange su di te con quell’aroma di salsedine e di fresco, armonizzato dal suono squittente dei gabbiani che bisticciano con le voci calde e accese dalla passione dei pescatori che approdano all’imbrunire, e il caldo abbraccio del tepore. Ecco, è così che vorrei sentirmi.
C’è gente che viaggia per conoscere altre persone; io per conoscere persone migliori.
Vorrei essere un gatto, avere come unica forma di dipendenza la mia indipendenza.
Il mondo è pieno individui innamorati a senso unico, c’è tanto amore non corrisposto, fuori posto, scomposto, contrapposto, deposto, decomposto, opposto, frapposto, maldisposto, nascosto. C’è una forte asimmetria sentimentale, una netta prevalenza della domanda sull’offerta affettiva. E poi ci sono io, con l’animo in sovrappeso sulla bilancia dei miei perché.
Non sono megalomane, ma Dio non crede che io esista.
Ho un debole per le persone che hanno cicatrici nascoste dietro un sorriso, per chi apre le braccia al futuro pur avendo conti in sospeso con il passato, per chi avrebbe il diritto di urlare contro e invece sussurra serenità. Ho un debole per gli animi rotti ma portatori sani di positività.