Josef Kote – Vita
La vita è troppo strana: ci vuole la tristezza per sapere cosa sia la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio e l’assenza per valutare la presenza.
La vita è troppo strana: ci vuole la tristezza per sapere cosa sia la felicità, il rumore per apprezzare il silenzio e l’assenza per valutare la presenza.
E poi, arriveranno i giorni di assoluto silenzio, dove memoria e cuore non avranno più spazi e l’anima si spoglierà di quel piccolo bagliore che ancora resiste. I pensieri si allontaneranno, diventeranno sbiaditi e distanti ed il dolore non sanguinerà più ma lascerà un segno profondo ed indelebile. Il tempo non ha cura, mortifica il passato ed intimorisce il futuro, la vita con il suo dolore è ora, voliamo in alto come gli aquiloni!
Il senso della vita ha un suo limite, quando le emozioni si spengono nel silenzio della solitudine.
Non mi interessano gli aggettivi ma i sostantivi; si, perché io ho un nome e sono una persona, ed è arrivando alla radice della mia sostanza che ho capito di essere viva, di poter essere un’idea, un luogo, un pensiero, una parte importante per qualcuno.
Non è tanto difficile la vita quanto il mondo e chi lo popola. Troppi pochi cuori che accolgono e tanti cuori di pietra da schivare.
Poi capisci di non essere un persona sbagliata, solamente le persone che hai frequentato ti hanno fatto diventare cosi.
Ah, come è sordo colui che pur avendo orecchie non può intendere, perché l’agitazione e la voglia di avanzare sono le sole voci che hanno accesso al suo animo.