Daniela Husar – Vita
Volevo crescere in fretta, ma non sapevo che crescere significa dover lottare continuamente per rimanere in superficie.
Volevo crescere in fretta, ma non sapevo che crescere significa dover lottare continuamente per rimanere in superficie.
Ed è brutto arrivare a quel punto dove anche quella poca speranza che ti rimaneva se ne va lontano da te, dal tuo cuore, dalla tua mente, e tu rimani sola con la sola compagnia delle tue lacrime salate, le uniche che capiscono davvero quello che stai passando, che scorrono velocemente sulle tue guance e tu non hai nemmeno più la forza e la voglia di asciugarle.
Che fine ha fatto il senso della vita?Rimasto lì in silenziocome un eremita?Perduto in una desolata landaimmerso in tutti noicome punto di domandaIntenti tutti a ricercar risposteattratti ahimè dalle futili proposteInganni imbrogli l’ormai perduta razionalità.
Il falco, seppur bendato, riesce sempre a tornare dal suo falconiere.L’uomo, seppur ad occhi aperti, non riesce a vedere neppure ad un palmo dal proprio naso.
In tanti per molto tempo ci siamo fidati delle persone, che credevamo importanti, che credevamo ci volessero bene, che credevamo avrebbero avuto sempre bisogno di noi. Credendo di potercele avere sempre al nostro fianco, nella nostra quotidianità, nella nostra vita, come le abbiamo presenti nel cuore. In alcuni casi ci siamo proprio sbagliati di brutto. Ed è proprio quel brutto che ci ha feriti e delusi nel cuore. E nel tempo ha squarciato ciò che avevamo dentro provocando ferite; “che non si cicatrizzeranno mai”!
Spesso le persone si costruiscono da sole con le parole, e si distruggono altrettanto con i fatti.
Un arcano, illusorio profumodi libertà è avvolto daun alone di tristezza;gioie si susseguono a doloricome la notte che, furtiva,insegue il giorno mentrelento e silenzioso, un sottile velodi smarrimento scende,quasi fosse un sipario,sul palcoscenico della mia vita!