Antonio Rega – Vita
Essere se stessi con pregi o difetti resterà sempre una virtù di poche persone, anche se qualcuno potrà odiarti e qualcun altro amarti, ricordati sempre che la vita è tua e solo tu puoi decidere cosa farne.
Essere se stessi con pregi o difetti resterà sempre una virtù di poche persone, anche se qualcuno potrà odiarti e qualcun altro amarti, ricordati sempre che la vita è tua e solo tu puoi decidere cosa farne.
E ogni cosa, finché dura, porta con sé la pena della sua forma, la pena di essere così e non altrimenti.
L’uomo vive come se fosse eterno e muore come se non fosse mai nato.
Le nostre ferite, il nostro dolore, il nostro vissuto, tutto ciò che abbiamo sofferto in passato, ha influenzato e condizionato il nostro modo di essere. Ricordiamo però che sbocciamo ogni giorno e che solo accettando i nostri limiti, le nostre fragilità, lavorando su noi stessi, possiamo rendere più colorato e profumato il nostro giardino.
Nel “gioco”, vincendo, si può dimostrare l’umiltà dell’uomo vero.Nel “gioco”, perdendo, si può dimostrare la dignità dell’uomo vero.Insomma, è difficile essere uomini, anche per gioco.
Sono venuta al mondo e il medico mi ha dato due schiaffi per farmi piangere, quell’urlo disperato serviva a fare capire al mio primo carnefice che ero capace di respirare, che ero “viva”! Crescendo ho preso parecchi schiaffi da mia madre, lei diceva che servivano per insegnarmi come ci si comporta, come si “vive”! Sono diventata adulta adesso gli schiaffi me li dà direttamente la vita, quella per cui sono nata, quella per cui mi hanno cresciuta. A saperlo cominciavo dalla nascita, glieli davo io due schiaffi al dottore e gli dicevo “brutto pirla rimettimi da dove mi hai tirato fuori”.
Siamo soprammobili da collezione, a volte ci trasformiamo in trofei, altre finiamo in scatoloni. È la vita. La vita, quella, però, finisce sempre e comunque.