Sonia Sacco – Vita
Ho iniziato ad essere felice, il giorno che ho cancellato la parola “accontentarsi” dal mio vocabolario.
Ho iniziato ad essere felice, il giorno che ho cancellato la parola “accontentarsi” dal mio vocabolario.
Lo scopo dell’esistenza è conciliare la luminosa opinione che abbiamo di noi stessi con le cose orribili che gli altri pensano di noi.
Ci sono giorni che scappano via e afferri solo alla fine, quando sei stanco. Sfinito da non riuscire ad assaporarne il gusto l’essenza il piacere. Ma sono altri giorni da aggiungere altri da togliere.
Potevi decidere cosa fare per il resto dei tuoi anni, pianificando eventi nei minimi dettagli dal corso di studi alle vacanze, oppure vivere alla giornata, ma alla fine, l’unica vera differenza l’avrebbe fatta quell’unico minuto prima di andare a letto. Quel minuto in cui, chiudendo gli occhi, ti saresti sentito soddisfatto delle tue scelte senza rimpianti o sensi di colpa, in pace con il resto del mondo. Viceversa, quel nodo allo stomaco fatto di dubbi, rimpianti e paura di deludere chi ti stava accanto, era la certezza inconfutabile di vivere la vita di qualcun altro. E il passaporto per l’infelicità.
Se:- la persona intelligente si rende conto di quanto è piccola e stupidae- la persona stupida si rende conto di quanto è grande ed intelligentecredo che la cosa più conveniente sia essere:- intelligenti stupidamente (quando abbondano gli stupidi)o- intelligentemente stupidi (quando abbondano gli intelligenti)
Una vaga aspirazione non arricchisce lo spirito. Bisogna comprenderne il valore. Assodarla dentro di sé. E sognarla. Dopodiché, progettarne la conquista.
Ah, giovinezza, come fu fragile il vento, fra i rami, della tua voce.