Lucia Quarta – Vita
Una vita che sta per finire, con un organo donato rifiorisce. Un dono così grande, come quando si accende una luce nella notte.
Una vita che sta per finire, con un organo donato rifiorisce. Un dono così grande, come quando si accende una luce nella notte.
Così prosegue il libro della vita, pagina dopo pagina, per un numero interminabile di fogli, quando si è giovani.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Quando ti trovi davanti a molteplici bivi e non sai dove dirigerti, fermati e respira il profumo della vita, solo lei ti prenderà per mano e ti condurrà sulla strada del tuo cuore rinato dopo le tempeste.
Preferisci un danno a un ingiusto guadagno: il primo addolora una volta, il secondo per tutta la vita.
E la morte a dare il vero senso alla vita. Per i credenti l’evolversi nell’eternità per i non credenti lo scopo di vivere più intensamente questa realtà.
Combattiamo per la pace, violentiamo per la libertà, torturiamo per amore, togliamo la vita a chi la vuole e la imponiamo a chi non la vuole.